06/03/2026
Si è tenuto giovedì 5 marzo 2026 a Camerino presso il Polo Didattico dell’Università un Convegno dal titolo “Prevenzione e salute. Una rivoluzione necessaria”. L’evento, organizzato dalla FNP Cisl Marche RLS Tolentino Camerino in collaborazione con UNICAM e il patrocinio del Comune di Camerino, dell’Azienda Sanitaria Territoriale di Macerata e l’Ambito Sociale Territoriale n.18 Marca di Camerino, è stata l’occasione per affrontare con un’ottica nuova il conetto di salute, non solo come assenza di malattia, ma quale completo stato di benessere e che per essere promossa necessita di azioni e interventi multidimensionali, dall’ambiente all’organismo, dalla società alle infrastrutture sanitarie.
La mattinata di riflessione è stata moderata dalla Segretaria Responsabile della RLS di Tolentino Camerino, Rosaria Giacomozzi. Nella sua introduzione ha sottolineato che “La salute deve essere intesa come diritto fondamentale delle persone, come recita mirabilmente l’articolo 32 della nostra Costituzione, oltreché come componente essenziale per realizzare forme piene di giustizia sociale”.
Quando parliamo di salute non possiamo che fare riferimento al paradigma del One Health, una visione olistica che riconosce la profonda interconnessione tra salute umana, animale e ambientale.
Questo è stato l’approfondimento proposto dal Professor Giandiego Campetella della Scuola di bioscienze e medicina veterinaria. La qualità dell’ecosistema in cui viviamo dice molto rispetto alla qualità della vita che possiamo assicurare alle persone che vivono in un dato luogo. Le foreste in special modo assicurano una serie incomprimibile di servizi per migliorare le condizioni di salute e benessere, dalla purificazione dell’aria e dell’acqua, alla regolazione climatica, al benessere psicologico. “Gli odori, le sostanze che rilasciano, il microclima che si viene a creare, la sensazione di calma hanno degli impatti evidenti e scientificamente provati in termini di aumento del benessere psicofisico delle persone” sottolinea il professore. Anche per questo appare sempre più importante occuparsi di transizione ecologica, di rispetto e tutela dell’ambiente, solo così sarà possibile rendere la natura strumento di benessere. In effetti il contesto sociale rappresenta uno dei determinanti di salute più rilevanti.
“La solitudine impatta sulla salute tanto quanto l’abuso di alcol e il tabagismo" sostiene
il Dottor Valerio Valeriani, Coordinatore dell’Ambito sociale 18
“Per questo quando parliamo di benessere e soprattutto di benessere psicologico dobbiamo scardinare lo schema secondo il quale sia una questione solo individuale. Spesso la causa e gli strumenti per fronteggiare le condizioni di malessere psicologico si ritrovano nella società.” L’attenzione alla dimensione sociale diventa, poi ancora più forte nei territori dell’entroterra, come è quello che ospita il convegno, dove lo spopolamento, il degiovanimento della popolazione, la penuria dei servizi, ma anche dei luoghi di aggregazione sociale possono determinare una riduzione significativa del benessere psicologico, rendendo sempre più importante l’organizzazione di servizi sociali come lo Sportello psicologico, in grado di dare risposta a bisogni complessi e dirompenti in un’ottica di intervento precoce.
Le relazioni d’affezione, poi, stanno assumendo forme nuove, quelle che si esprimono con l’animale domestico.
“Il rapporto con gli animali d’affezione individuano uno scopo per le persone, gli riconoscono un ruolo, una responsabilità. Si tratta di una relazione di qualità che non si fonda sul possesso quanto più su un amore incondizionato” sottolinea il professor Matteo Cerquetella della Scuola di Bioscienze e Medicina veterinaria. I dati sulla presenza di animali sono davvero impressionanti. A fronte di una popolazione umana italiana che non arriva a 59 milioni, ci sono 64 milioni di animali d’affezione, per lo più cani, circa 9 milioni, e gatti, circa 12 milioni. Gli animali domestici rappresentano veri e propri membri della famiglia, a cui si dedicano cure, compagnia, attenzioni e rappresentano un vero antidoto all’isolamento e alla solitudine, con impatti positivi rilevanti in termini di salute e benessere.
L’alimentazione rappresenta uno degli elementi più importanti quando parliamo di corretti stili di vita. La professoressa Valeria Polzonetti della Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria sostiene “I legami tra salute e alimentazione sono molto antichi, risalgono addirittura ai tempi di Ippocrate. La dieta mediterranea di cui l’Europa meridionale è una delle terre madri rappresenta un vero alleato per la salute”. La composizione delle sostanze nutritive che questa assicura ha impatti positivi in termini di riduzione dell’incidenza delle malattie cardiovascolari, oncologiche e perfino cognitive e per questo è importante adottarla nelle nostre abitudini quotidiane.
L’alimentazione ha anche a che fare con le modalità attraverso le quali viene utilizzato il nostro DNA. A questo ci riferiamo con alimentazione epigenetica, ovvero a una composizione alimentare ricca di sostanze che sostengono il corretto funzionamento del nostro DNA con impatti positivi sulla salute. Le esposizioni ambientali, l’alimentazione, le nostre abitudini influenzano soprattutto nei primi 1000 giorni di vita le traiettorie biologiche che vengono ricordate nel tempo. “Controllare queste regolazioni ed esposizioni- sottolinea la professoressa Laura Bordoni della Scuola di Bioscienze e Medicina veterinari- sostiene anche un invecchiamento in salute, contrastando la deriva epigenetica.”
Il sistema dei servizi sanitari, la loro organizzazione e il loro accesso hanno molto a che fare con la garanzia e la tutela del diritto fondamentale che è la salute, quale patrimonio acquisito da tutte le cittadine e tutti i cittadini e mai messo in discussione. “Ciascun territorio esprime un bisogno di salute peculiare, influenzato da una serie di fattori irripetibili. Per questo la sanità non può che essere territoriale, di prossimità, a stretto contatto con le persone, con la comunità.” sottolinea il Dottor Cannas, Direttore socio-sanitario dell’Azienda Sanitaria territoriale di Macerata. La sua dislocazione, i servizi specifici che assicura non possono che essere costruiti su misura, in base alle concrete esigenze e caratteristiche del contesto locale, affinché si tratti di uno strumento davvero efficace.
Su questo la realtà di Camerino offre uno spaccato davvero evidente di come una popolazione sempre più anziana, ma anche sempre più contratta, dove i bisogni legati alla condizione anagrafica, alimentati da condizioni di solitudine sempre più diffuse, oltreché da una carenza dei servizi di comunità, necessitano di strumenti specifici e locali. “La sfida del domani per Camerino è quella di azionare strategie per la restanza e il ripopolamento, assicurando servizi sanitari e sociali, rendendo questi luoghi, spazi di vita e sviluppo appetibili.” sostiene Roberto Lucarelli sindaco di Camerino. La popolazione che rimane a vivere in luoghi difficili come questo è sì resiliente ma sta diventando anche sempre più fragile, per questo necessita di un’attenzione specifica.
“La prossimità è un elemento cruciale come metodo e struttura organizzativa che funziona, che si è mostrata efficace”. Così il Professor Fabio Petrelli della Scuola di Scienze del farmaco apre il suo intervento sulla compliance farmaceutica, indicando come l’aderenza alla prescrizione farmacologica sia uno dei fattori predittivi del contrasto alle conseguenze negative delle patologie nei percorsi di cura. Un’aderenza che tende a diminuire con l’avanzare dell’età, ma anche con uno scollamento tra la persona e i servizi territoriali. Quando le persone possono contare su presidi di facile accesso e inseriti nei loro contesti di vita, come sono le farmacie dei servizi e ancor di più le farmacie rurali, gli esiti di salute sembrano migliorare radicalmente, con ottimi impatti sulle condizioni di benessere delle persone.
Le conclusioni sono affidate a Silvano Giangiacomi, Segretario Generale della FNP Cisl Marche che sottolinea la ristrettezza delle risorse destinate alla prevenzione, nonostante il nostro Sistema Sanitario sia imperniato sulle pratiche della promozione della salute. “Come FNP- prosegue il Segretario Generale- “riteniamo essenziale mettere a terra una struttura di prevenzione e cura che sia davvero prossima, attenzionando alcuni temi attraverso la contrattazione sociale territoriale, proponendo una valutazione d’impatto sulla salute delle diverse politiche e strategie che le istituzioni pubbliche intendono porre in essere, per restituire alla salute quel valore incomprimibile di diritto fondamentale e strumento di giustizia sociale che le è proprio”. Agire sul territorio, sull’ambiente, su quegli elementi su cui l’azione personale, sindacale, politica assumono una rilevanza dirimente rappresentano il cuore della strategia da porre in essere per assicurare un contributo efficace nel percorso di costruzione del benessere delle persone.
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