Le Marche di domani. Le proposte di Cgil Cisl e Uil Marche ai candidati Presidenti della Regione

Le Marche di domani. Le proposte di Cgil Cisl e Uil Marche ai candidati Presidenti della Regione

25/08/2020



GIL CISL UIL delle Marche intendono sottoporre all'attenzione dei candidati Presidenti e alle rispettive forze politiche per le prossime elezioni, le priorità del Sindacato confederale per il rilancio del sistema economico e sociale marchigiano. Nei prossimi giorni tale documento sarà oggetto di confronto con i candidati alla Presidenza.

Di fronte alla profonda trasformazione nella struttura economica e sociale in termini di quantità e qualità dell'occupazione, reddito e sicurezza sociale, occorrono risposte nuove e inedite puntando su lavoro, sostenibilità sociale e ambientale, coesione e sviluppo con investimenti pubblici e privati, innovazione, accompagnamento nei processi di riconversione e transizione verso un'economia verde, digitale e interconnessa riconoscendo il valore del lavoro.

Un nuovo modello di sviluppo che coniughi lavoro e diritti delle persone, innovazione e territorio, coesione e sostenibilità e che sia alla base per un Patto tra la Regione e le Parti sociali ed economiche delle Marche

Queste le priorità per il Sindacato: 

  1. Sviluppo sostenibile, riconversione produttiva e rilancio del Made in Italy.La Regionedeve promuovere, sostenere e accompagnare i processi di transizione tecnologica e digitale e quella ecologica attraverso politiche e interventi integrati: politiche industriali, politiche di sviluppo, creazione, sostegno e tutela del lavoro, formazione.

Vanno sostenute le filiere produttive, qualificando i servizi a supporto a internazionalizzazione, ricerca applicata e trasferimento tecnologico, con attenzione alle PMI. Con la nuova programmazione dei fondi strutturali 2021-2027 vanno garantiti tempestività, selettività negli interventi, priorità ai progetti di maggiori dimensioni e di sistema, partecipazione. 

  1. Politiche per il lavoro di qualità.La priorità per la nuova legislatura deve essere illavoro e la sua qualità, contrastando precarietà e lavoro discontinuo, con particolare attenzione ai giovani e alle donne. Sono fondamentali politiche attive per il lavoro adeguate e un ruolo centrale dei Servizi  per l'Impiego pubblici, in sinergia e con il supporto dei servizi privati accreditati, con adeguate risorse professionali ed economiche.

È necessario che la Regione Marche si doti di una nuova Legge Regionale sul lavoro per rendere il mercato del lavoro più inclusivo, più equo e rispondente ai nuovi e mutati bisogni, valorizzando la partecipazione e la concertazione con le Parti sociali. 

  1. Legalità, appalti e sicurezza sul lavoro.Legalità, trasparenzanel sistema degli appalti, lotta al lavoro nero e sommerso, tutela della salute e sicurezza sul lavoro sono temi prioritari su cui la Regione deve avere un ruolo decisivo.

La Regione deve dotarsi di una specifica Legge regionale su legalità, appalti e contrasto al lavoro nero e irregolare che preveda anche l'adozione del DURC degli indici di congruità, anche in considerazione della ricostruzione post sisma.

Serve un forte impegno della regione sulla prevenzione e la sicurezza nei luoghi di lavoro, incrementando risorse e organici dedicati alla prevenzione e alla vigilanza. 

  1. Istruzione, formazione, ricerca.Occorre investire e valorizzare ilsistema della conoscenza: istruzione, università, ricerca, formazione e diritto allo studio, fondamentali per coniugare qualità del lavoro e innovazione. 
  2. Politiche di genere e parità.Vanno sviluppate azioni a garanzia dellaparità di genere e di contrasto a ogni forma di discriminazione. Necessaria una Legge regionale sulla parità e le pari opportunità.
  3. Sviluppo sostenibile e infrastrutture.Lo sviluppo sostenibile richiede un'adeguata ed efficiente rete infrastrutturale, materiali e immateriali, a partire dalleinfrastrutture digitali soprattutto nelle aree interne per connettere le persone, i territori e i sistemi produttivi. Fondamentali il completamento e realizzazione di opere quali Fano-Grosseto, “Quadrilatero”, variante Falconara-Baraccolalinea ferroviaria Orte-Falconara, Salaria, Terza corsia dell'A14 a sud, riqualificazione del Porto di Ancona e raccordo con la grande viabilità, facilitando integrazione e cooperazione con le aree territoriali vicine.

Vanno completate rapidamente le opere di edilizia ospedaliera e realizzati i nuovi ospedali ricorrendo all'appalto e superando la scelta del project financing. 

  1. Ricostruzione post sisma e messa in sicurezza del territorio.A quattro anni dal terremoto, gli enormi ritardi vanno colmati, rigenerando territori e comunità, e contrastando i rischi di spopolamento. La Regione deve recuperare un forte ruolo dicoordinamento e controllo nella ricostruzione, garantendo massima attenzione alle condizioni dei cittadini e allo stesso tempo vigilando sul rispetto della legalità e delle norme sul lavoro, per dare prospettive certe alle comunità e rendere attrattivi i territori. 
  2. Rigenerare i territori.La sfida dellarigenerazione del territori che necessita della partecipazione delle comunità locali e della centralità dei bisogni delle persone. Vanno integrati i sistemi sanitario, sociale e del lavoro, portando a sintesi un percorso di omogeneizzazione dei rispettivi sistemi locali: Distretti sanitari, Ambiti territoriali sociali e Centri per l'Impiego. Questa è una condizione necessaria per integrare le rispettive attività e rispondere in modo multidisciplinare a bisogni lavorativi, sociali, sanitari, abitativi, ecc. 
  3. Sanità e politiche sociali.lsistema sanitario regionale deve garantire la salute dei cittadini, non solo con la riqualificazione della rete ospedaliera, ma soprattutto investendo nella prevenzione e nei servizi territoriali. Va completata la realizzazione di una rete diffusa e qualificata di Ospedali di comunità e Case della salute, le cui attività vanno integrate in modo efficace con il sistema di Emergenza - Urgenza e delle Cure primarie. Vanno ridotti i tempi di attesa e la mobilità extraregionale governando e contenendo l'offerta di servizi privati. Il personale va valorizzato, vanno portate a termine le stabilizzazioni e garantire nuove assunzioni.

Prioritaria è riqualificare l'assistenza alle persone non autosufficienti a partire dagli anziani: occorre una Legge regionale per la non autosufficienza e l'invecchiamento attivo con adeguati finanziamenti.

Le politiche sociali devono essere una priorità e contando su adeguati finanziamenti, per garantire coesione e superamento di diseguaglianze e condizioni di disagio. Va ripristinato il Fondo regionale indistinto per le politiche sociali e garantita un'adeguata rete di servizi per l'infanzia e l'adolescenza a partire dall'ampliamento della rete dagli asili nido. 

  1. Politiche tributarie e tariffarie.Nelle politiche tributarie e tariffarie va rafforzato il carattere progressivo dell'addizionale IRPEF regionale, e va rivista la struttura dell'IRAP superando forme agevolative non giustificabili. L'indicatore dell'ISEE va assunto in modo generalizzato dalle attività regolamentare dalla Regione.
  2. La sfida del riordino istituzionale.La Regionedeve promuovere e sostenere forme di gestione associata e di fusione dei Comuni per garantire efficienza e adeguatezza nell'esercizio delle funzioni locali. Per quanto concerne il regionalismo differenziato occorre ribadire che una maggiore autonomia è possibile solo in un quadro solidaristico e unitario del Paese e garantendo i livelli essenziali delle prestazioni a livello nazionale. 
  3. Relazioni sindacali.E' indispensabile restituire pieno significato al concetto dipartecipazione democratica attraverso un fattivo e costante confronto tra Istituzioni e parti sociali.

«Le nostre richieste mirano a rendere concreto un progetto di sviluppo della Regione vocato alla sostenibilità sociale ed ambientale - dichiara Sauro Rossi, Segretario Generale della Cisl Marche -. Bisogna innovare le reti di welfare dando spessore alle politiche di presidio sanitario nei territori e sostenendo le persone e le famiglie in difficoltà».

 Il rilancio delle Marche in senso sociale ed ambientale, a partire dalle aree del sisma, «è una sfida molto impegnativa - prosegue Rossi -. Ci aspettiamo dal nuovo governo regionale il massimo coinvolgimento dei territori e dei soggetti sociali ed economici: solo così si potranno individuare le priorità e selezionare gli interventi per rendere efficaci le scelte».